I luoghi, la storia, la memoria, la didattica

di Cinzia Venturoli

Il campo di Colle Ameno

Il campo di Colle Ameno

E' stato rilevato come di Colle Ameno non vi sia una memoria collettiva; questa specie di rimozione, collettiva ma non personale, ha permesso al ricordo di non fossilizzarsi in una forma codificata, ciascuno ha conservato la sua memoria personale e recupera il ricordo se e quando venga sollecitato e le narrazioni ci portano a racconti concordi e molto simili a quelli che ricorrono in altre esperienze di sfollamento, di prigionia e di lavoro coatto. Più che un vero e proprio luogo di memoria Colle Ameno è stato fino ad ora un luogo del ricordo se con luogo di memoria si voglia intendere, con Pierre Nora, uno spazio che per volontà degli uomini ha assunto un significato codificato di simbolo della storia della comunità, quindi non solo dove è accaduto qualcosa di significativo, ma un centro strutturato a cui è stata assegnata una funzione per il ricordo e per un'azione di educazione civile permanente, visto che nei luoghi di memoria così intesi si intrecciano la storia, la memoria e la formazione del cittadino.

Nel caso di Colle Ameno questa scelta, questa volontà di trasformarsi da luogo del ricordo – in cui qualcosa è avvenuto – in luogo della memoria è maturata piano piano ed è sfociata anche in questa aula della memoria dove si narrano gli eventi, fissandoli nella memoria, e dove si cerca anche di coinvolgere alunni, studenti e chiunque abbia voglia di ascoltare, in alcuni percorsi di conoscenza e di contestualizzazione. Conservare la memoria, ricostruire e comprendere la storia sono azioni che si intrecciano ma se è sicuramente vero, citando Enzo Traverso, che «storia e memoria nascono da una stessa preoccupazione e condividono uno stesso obiettivo: l'elaborazione del passato», è altrettanto vero che storia e memoria non possono, e non devono, coincidere: la funzione della memoria è quella di preservare l'identità, mentre la storiografia ha, o dovrebbe avere, il compito di ricostruire, con mezzi e metodi scientifici, ciò che è accaduto. La didattica deve a sua volta muoversi e tracciare percorsi attraverso memoria e storia partendo dal luogo e dagli eventi che qui sono avvenuti per poi approfondire temi e dare risposte a domande che, inevitabilmente, devono partire dal presente, così da poter effettuare quel passaggio presente-passato-presente essenziale per la comprensione della storia.

Gli obiettivi possono essere molteplici, fra cui evidentemente portare gli studenti a conoscere momenti di storia italiana che sono da essi per lo più sconosciuti, anche perché pare esserci una interruzione nella trasmissione della memoria storica tra le generazioni. Nell'ottica di una didattica attiva si vuole offrire agli alunni l'opportunità di lavorare alla ricostruzione di momenti storici, tematizzando e problematizzando rilevanze e snodi anche attraverso un approccio - i luoghi, gli oggetti - per loro più familiare e far riflettere gli studenti su questi tragici eventi perché ne prendano consapevolezza. L'attività didattica potrà quindi riguardare sia l'insegnamento di storia sia quella parte, estremamente importante e a volte purtroppo trascurata, che di volta in volta è stata definita educazione civica, educazione alla convivenza civile e che noi preferiamo chiamare educazione alla cittadinanza.

Così come accade in molti altri casi, a Colle Ameno ora si trova quindi la memoria degli eventi ed anche uno spazio in cui si sono raccolti materiali, documenti, fonti e schede che servono a narrare; non a caso utilizziamo il termine “narrare”, visto che molte delle fonti raccolte e conservate sono fonti orali: il rapporto con il testimone, in carne ed ossa, o attraverso le sue parole – in video, in audio, in trascrizione – è parte essenziale anche di questo luogo di memoria. Far parlare testimoni, saper ascoltare il loro racconto e decodificarlo sono risorse preziose, insostituibili, addirittura indispensabili, sia perché il testimone ci fornisce, mai come in questo caso, informazioni impossibili da ottenere in altro modo ma soprattutto perché ci permette di ricostruire la qualità dell'esperienza e di attivare l'attenzione e l'emozione: tenere assieme il coinvolgimento emotivo con il rigore storiografico, evitando anche quel “turismo della memoria” superficiale e controproducente che a volte viene praticato, è lo sforzo che si deve compiere. Senza che il fascino del testimone faccia passare in secondo piano l'utilizzo indispensabile di strumenti critici e interpretativi da attivare nell'approccio storiografico e didattico.

Per favorire poi l'intreccio e il confronto fra documenti e fonti, alla base di una didattica attiva (laboratoriale) sono state raccolte e messe a disposizione altre fonti: iconiche, archivistiche, a stampe e l'aula verrà arricchita di percorsi e di strumenti didattici; in questo lavoro presentiamo solamente le schede che si riferiscono a quattro temi che ci sembrano strettamente legati al luogo e che sono raccontati con oggetti all'interno dello spazio espositivo, ovvero

  • le vicende della Linea Gotica, visto che è proprio la presenza di questo baluardo difensivo che contribuisce creare le condizioni per lo sviluppo della storia di Colle Ameno;
  • il campo delle Caserme Rosse e altri luoghi del sistema concentrazionario nazista;
  • la guerra e il vivere durante il conflitto, che ci permette di comprendere il contesto e che ci dà numerosi spunti di riflessione sulla guerra e sulle guerre;
  • la ricerca della pace e la costruzione degli organismi internazionali creati dopo la seconda guerra mondiale.

⇑ torna su